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ArticoliCosa fare a Bologna in 36 ore

22 Aprile 2026

Hai poco tempo ma vuoi vivere davvero la città? Questo itinerario su cosa fare a Bologna in 36 ore ti porta tra luoghi iconici, angoli meno turistici, cucina locale e birra artigianale. In un weekend puoi vedere molto più di quanto pensi…Sse sai dove andare.

Perché 36 ore sono perfette per visitare Bologna?

Se stai cercando un itinerario per Bologna in 2 giorni, 36 ore sono il compromesso ideale. Hai il tempo per:

  • vedere il centro con calma
  • uscire dalle vie più turistiche
  • vivere esperienze, non solo tappe

Bologna non premia chi corre. Premia chi si ferma nei posti giusti. Per questo, iniziamo dalle prime 24 ore: il cuore della città.

Cosa fare a Bologna nelle prime 24 ore: 

1.Piazza Maggiore: Il punto da cui partire (sempre)

Se è la tua prima volta, il punto di partenza è obbligato: Piazza Maggiore. Non perché sia “la più famosa”, ma perché è qui che Bologna si racconta meglio. Qui trovi tre simboli del centro:

  • Basilica di San Petronio
  • Palazzo d’Accursio
  • Palazzo del Podestà

Il consiglio: non fermarti solo alla piazza. Attraversala e poi perditi. Cerca il Nettuno e le sue prospettive nascoste, entra sotto i portici, infilati nelle vie laterali senza una direzione precisa. È così che Bologna inizia a funzionare: non nei punti segnati sulla mappa, ma nei passaggi tra un luogo e l’altro.

Se vuoi approfondire una delle anime meno visibili della città, all’interno del Museo della Storia di Bologna, a Palazzo Pepoli, trovi anche una ricostruzione immersiva dei canali che scorrono sotto Bologna.


2. La Bologna nascosta: dai canali alla pausa aperitivo

Sapevi che Bologna era attraversata dai canali?

È una città che sembra fatta solo di mattoni e portici, ma sotto scorre un’altra storia. E a un certo punto, riemerge davvero. Bologna si capisce meglio così: camminando, guardando. Dirigiti verso Via Piella, dove questa storia nascosta torna visibile. Dopo questa tappa, il ritmo cambia. È il momento di fermarsi. A pochi minuti dalla Finestrella, in via delle Moline, si trova uno dei tre brewpub del Birrificio Vecchia Orsa, attività di Arca di Noè cooperativa sociale che unisce birra artigianale e inclusione lavorativa, coinvolgendo persone rifugiate o con disabilità.

Qui trovi 13 birre artigianali, pensate per raccontare stili diversi ma con un approccio sempre accessibile e legato al territorio. Il posto perfetto per un aperitivo e ricaricare le batterie prima di continuare il percorso.

Se hai fame, questo è il momento giusto per qualcosa di veloce: tortellini fritti, olive ascolane o una piadina. Semplice, pratica, sempre soddisfacente.


3. Bologna, la città universitaria più antica del mondo occidentale

Da qui, in pochi minuti, arrivi nella zona universitaria. E tutto cambia di ritmo: meno turismo, più vita quotidiana.

Bologna è una città universitaria da secoli, considerata la più antica del mondo occidentale. Questo non è solo un dato storico, ma qualcosa che si percepisce ancora oggi camminando per le sue strade. Essere una città universitaria significa che Bologna non è mai statica: è giovane nei suoi ritmi, ricca di internazionalità nelle persone ed è viva ogni giorno.

Tra i portici e le strade del centro universitario si incontra anche uno degli edifici più particolari della città: il complesso storico dell’Ospedale della Morte. È uno di quei luoghi che ricordano come Bologna non sia solo una città da guardare, ma da leggere mentre la si attraversa.


4. Aperitivo: guardare Bologna che passa

Dopo tanta camminata, arriva il momento di sedersi un attimo. E la cosa migliore da fare è semplice: fermarsi in Piazza Aldrovandi.

Qui l’aperitivo non è solo quello che bevi, ma quello che succede intorno. Le persone che passano, chi si siede per terra, gruppi che si formano e si sciolgono senza un vero motivo.

È uno di quei punti in cui Bologna si lascia osservare.

Intorno alla piazza trovi diverse opzioni per bere qualcosa: dai panini e le birre di Panini di Miro, ai cocktail più curati di Ripasso, fino a soluzioni più informali come i piccoli chioschi tipo Sottobanco.

Ma alla fine, il posto conta fino a un certo punto. È il momento.

 

5. Sotto i portici di Bologna, verso sera

Dopo l’aperitivo, arriva il momento di rallentare davvero. Da Piazza Aldrovandi, puoi rientrare verso il centro passando per Via Farini. È una delle strade più eleganti della città, ma soprattutto è un buon punto per alzare lo sguardo.

I portici di Bologna, oltre 60 chilometri solo in città, non sono solo un elemento architettonico: sono parte del modo in cui si vive. Proteggono, collegano, accompagnano ogni spostamento. Dal 2021 sono anche Patrimonio UNESCO.

Camminarci sotto, a questo punto della giornata, è quasi automatico. A Bologna la cena non è solo un pasto: è il momento in cui ti fermi, ordini con calma e lasci che la giornata si sistemi da sola. 

Se sei in zona, Vicolo Colombina è una scelta che ha senso. È uno di quei posti che riesce a stare in equilibrio tra tradizione e carattere. Piatti bolognesi, ingredienti solidi, un ambiente informale ma curato. Qui puoi prenderti il tempo per fare le cose bene.

E sì, accanto al vino, sempre più spesso anche la birra artigianale trova il suo spazio. Senza forzature. Come parte del tavolo.

Le ultime ore: Bologna da un’altra prospettiva

Dopo il primo giorno, Bologna l’hai già attraversata. Ora è il momento di guardarla da fuori e un po’ più lentamente.

La giornata inizia più lentamente. Un caffè, qualcosa di dolce e il tempo di riprendere il ritmo della città. Bologna al mattino è più silenziosa, più distesa. Ed è il momento giusto per uscire dal centro.

Verso San Luca: camminare per capire

Arrivare al Santuario di San Luca non è solo una tappa, è un percorso. Dal centro, puoi iniziare a seguire il portico più lungo del mondo: oltre 3,5 chilometri che collegano la città alla collina. Salire a piedi è parte dell’esperienza.

Non è una camminata veloce, ma è proprio questo il punto. Bologna, ancora una volta, non premia chi corre. Passo dopo passo, la città si allontana e si ricompone. Una volta arrivato, il panorama cambia tutto. Da qui Bologna non è più fatta di strade e incroci, ma di equilibri. Una città compatta, rossa, quasi trattenuta tra pianura e collina. È uno di quei momenti che non hanno bisogno di molto altro. Solo fermarsi.

Scendendo, puoi decidere come chiudere queste 36 ore. Tornare verso il centro, fermarti per un ultimo pranzo, oppure semplicemente prenderti un’ultima pausa. Magari è il momento per una birra bevuta senza fretta. Magari per portarne via una. Se hai ancora un po’ di tempo prima di partire, puoi fare un’ultima deviazione verso il Parco del Dopolavoro Ferroviario, vicino alla stazione.

Qui trovi il brewpub di Vecchia Orsa DLF, uno spazio nel verde, informale, perfetto per fermarsi al sole con una birra. A pochi passi dal centro e molto vicino alla stazione dei treni: un luogo perfetto per concludere le 36 ore a Bologna.

Dopo 36 ore a Bologna

Ti rendi conto che non bastano. Ma sono sufficienti per capire una cosa: non è una città da spuntare, è una città da attraversare. Tra portici, piazze e momenti che non avevi previsto. E spesso, sono proprio quelli a restare.

FAQ – Visitare Bologna in 36 ore

Quanti giorni servono per visitare Bologna?
Per una prima visita, 2 giorni, o 36 ore, sono ideali per esplorare il centro storico e vivere alcune esperienze locali senza fretta.

Cosa vedere a Bologna in poco tempo?
Piazza Maggiore, i portici, la zona universitaria e il Santuario di San Luca sono tappe fondamentali per avere una visione completa della città, anche in poco tempo.

Dove fare aperitivo a Bologna?
Zone come Piazza Aldrovandi o il centro storico offrono diverse opzioni. Più che il posto, conta il momento: fermarsi, osservare e lasciarsi coinvolgere dal ritmo della città.

Dove bere birra artigianale a Bologna?
Sempre più locali a Bologna propongono birre artigianali locali accanto al vino. È una presenza discreta ma in crescita, che racconta un lato meno conosciuto della città.

Vale la pena visitare un birrificio?
Sì, perché permette di capire davvero cosa si beve e vivere un’esperienza più completa, andando oltre il semplice consumo.